A cosa serve un'ottima finestra posata male?

A cosa serve un'ottima finestra posata male?

In questa parte della guida cercherò di attirare la tua attenzione su un aspetto poco considerato nel processo di acquisto dei serramenti: la sua posa in opera.

La maggior parte dei serramenti disponibili oggi sul mercato sono, più o meno tutti, di buona qualità, certificati e conformi alle vigenti normative. Il problema quindi, non è tanto nella qualità del serramento, ma nel modo in cui questo viene “posato”.
Spesso e volentieri il cliente focalizza tutta la sua attenzione sul prodotto, che sarà comunque argomento della prima parte di questa guida, tralasciando un aspetto ancora più importante, che è la posa in opera.
Il problema il più delle volte non è di tipo economico, tant’è che spesso si vedono serramenti di aziende leader di settore le cui prestazioni sono inevitabilmente inficiate dalla non corretta posa in opera. Informazioni carenti fornite ai posatori e scarsa conoscenza di prodotti innovativi di cui ormai il mercato dispone, uniti a una scarsa formazione del personale determinano situazioni in cui, anche il miglior serramento ha evidenti carenze nella posa in opera, con inevitabile decadimento prestazionale.
Ha senso richiedere un serramento con trasmittanza termica Uw inferiore a 1,0 W/m2K, con permeabilità all’aria in Classe 4, per poi posarlo su un davanzale passante e fissarlo sul controtelaio metallico zincato nella muratura e schiumare il tutto?! Non credo!

Allo stesso modo, quante volte si chiede isolamento acustico al serramento,con Rw superiori a 40 dB, e poi magari si lascia il vecchio cassonetto o peggio ancora un centimetro di vuoto tra serramento e controtelaio nascosto dal coprifilo?

E potrei continuare ancora…
 

POSA IN OPERA: COSA DEVI SAPERE?

Come preannunciato ora voglio soffermarmi sull'importanza della posa in opera, aspetto assolutamente fondamentale per la buona ''riuscita'' di un serramento. Negli spazi espositivi di qualsiasi rivenditore tu sei letteralmente 'abbagliato' da infissi e componenti di ogni tipo, sempre più paragonati a veri e propri soprammobili o a semplici elementi d'arredo, completi di colori e materiali adattabili alle esigenze architettoniche della propria abitazione e gusti personali.
Dopo la scelta, segue il preventivo... ma quanti rivenditori, una volta scelto il serramento, affrontano seriamente il problema della posa in opera dello stesso? Quasi mai le prestazioni del serramento certificate dai produttori presso istituti accreditati sono garantite in opera, a meno che non si tratti di edifici ad alta efficienza energetica.
Bisogna quindi affrontare in modo serio il problema della corretta posa in opera dei serramenti per avere all’interno della propria abitazione un elevato comfort abitativo. Vediamo insieme quindi come e con quali prodotti posare correttamente ogni singolo componente del foro finestra, dal controtelaio all'infisso.

POSA IN OPERA DEL CONTROTELAIO

Come già descritto in precedenza sconsiglio vivamente, andando contro un'abitudine aimè consolidata ed estremamente diffusa, l'utilizzo di un controtelaio metallico, in ferro per intenderci, preferendo un controtelaio 'isolato' con quarto lato inferiore.

                                                                                                                                                                                      

Il quarto lato inferiore, essenziale principalmente per conferire maggiore stabilità al controtelaio e separarlo dal davanzale, è preferibile che sia resistente all'umidità e non igroscopico, e potrebbe essere sicuramente in PVC o perchè no, in legno idrofobizzato o OSB, a patto che quest'ultimo sia impregnato dopo il taglio. Lo spessore minimo indispensabile è di almeno 3 cm.

I restanti tre lati invece possono avere diversa composizione; i materiali più usati sono:

- Legno: All’abete è preferibile usare il multistrato marino, ma anche l’OSB si presta bene. Può essere sagomato e personalizzabile a seconda degli usi.
- Legno e PVC: Gli spessori ridotti del PVC consentono di realizzare un lavoro di rifinitura del controtelaio più pulito e senza coprifilature.
- PVC: Generalmente prodotti con materiale di scarto dei serramenti, a basso impatto ambientale, sono una soluzione molto innovativa per ridurre al minimo
le dispersioni del sistema finestra.
- Thermovinile: Materiale con ottime prestazioni termiche e buona resistenza meccanica.

E il ferro tubolare?
Spesso mi sento dire che con il controtelaio in ferro tubolare il serramento è più stabile. È una leggenda metropolitana, ovviamente, legata ad un modus agendi sbagliato! Sarà anche vero che un tubolare in ferro avrà un’ottima resistenza meccanica ma, con molta astuzia, potrei usare anche il peggior controtelaio in legnaccio ottenendo gli stessi risultati!

 In che modo? Semplicemente usando fissaggi meccanici passanti e andando ad ancorare il serramento direttamente nella muratura!

Un buon controtelaio isolato può essere realizzato in questo modo:
– Tre lati in legno OSB a L con profilo di battuta in PVC;
– Quarto lato inferiore in PVC.
Quanto potrebbe costare un controtelaio isolato così composto per una finestra standard?!
Non più di 50 €!
Quanto potrebbe costare un controtelaio in ferro tubolare invece?!
Non meno di 35 €!
La differenza è davvero minima, perché continuare come si è sempre fatto, ovvero continuando a sbagliare?!
tutto quello che devi assolutamente sapere prima di acquistare le tue nuove finestre

MA A CHI AFFIDARE LA POSA IN OPERA DEL CONTROTELAIO ?

Io personalmente credo che sarebbe conveniente che sia il serramentista stesso, e non l'impresa, a preoccuparsi della posa del controtelaio, progettando correttamente il nodo primario, utilizzando prodotti per la posa adeguati ed eseguendo i lavori di posa in opera meticolosamente.

Una volta che un controtelaio è stato posato male non c’è altra alternativa se non smurarlo e ri-posarlo.

Io non correrei questo rischio e inizierei a chiedere a chi mi vende l’infisso anche la posa del controtelaio, spendendo qualcosa in più, ma almeno con la certezza che sia eseguita con prodotti adeguati, e non con malta cementizia, e che soprattutto, alla base, ci sia un progetto di posa in opera che mi garantisca un nodo isolato, ermetico e soprattutto duraturo.

IL CORRETTO POSIZIONAMENTO DEL SERRAMENTO

Il corretto posizionamento del serramento nella muratura, nonostante sia uno dei primi step della progettazione della posa in opera, spesso viene ignorato.
La regola da seguire è semplice e di facile intuizione se guardiamo quest’immagine.

Nel primo esempio abbiamo il corretto posizionamento del serramento in caso di parete monolitica. Questa è la soluzione più semplice, ma anche la meno diffusa. In questo caso però, al fine di migliorare la prestazione termica del serramento, è preferibile “proteggere” il serramento.

Esistono due modi per farlo:

- Spizzando, creando cioè una spalletta stesso nella muratura;
- Isolando con coibente solo la spalletta.

Dal secondo esempio, fino al quarto, abbiamo il caso più ricorrente d’isolamento, ovvero quello con cappotto esterno.

Andiamo ora ad illustrare tre possibili posizioni del serramento:

- La prima possibilità, prevede la posa del serramento a metà spalletta, con risvolto minimo dell’isolante.
- La seconda invece, prevede la posa del serramento posizionato a filo esterno della muratura, con sormonto dell’isolante.
- La terza possibilità, infine, è con posa del serramento nell’isolante.

La soluzione con serramento nell’isolante implica, inoltre, spessori di coibente importanti, generalmente superiore ai 12 cm.

Nel caso di coibentazione interna invece, vale la stessa logica dell’isolamento a cappotto ma, ovviamente, al contrario. Anche nel caso di coibentazione interna quindi il posizionamento migliore del serramento è all’interno dell’isolante, in presenza di spessori importanti, o comunque quanto più vicino all’isolante

Nel caso di isolamento intercapedine? Dov’è corretto posizionare il serramento?

Il corretto posizionamento del serramento è, anche in questo caso, in corrispondenza dell’isolante.

Concludendo, cosa determina il posizionamento del serramento? Ovviamente la posizione dell’isolante.

In che modo è possibile migliorare la prestazione del serramento?

Posando il serramento in linea con l’isolante ove ovviamente possibile.

QUALI PRODOTTI USARE PER UNA POSA CORRETTA

Scrivere un decalogo facilmente comprensibile per tutti, che riesca a sintetizzare la moltitudine di applicazioni del serramento, non è cosa semplice. Ogni caso va studiato, progettato e messo in opera. Ad ogni modo però esistono una serie di regole che credo dovrebbero essere sempre seguite, o ancor meglio, è cosa fondamentale che il “contratto di posa” preveda quanto meno queste informazioni.

E’ Importante che siano subito specificati i materiali usati per i nodi:

- Nodo Primario: Barriere e Schiuma PU
- Nodo Secondario: Nastri auto espandenti e Sigillante
- Quarto Lato: Sigillante e/o Nastri

Legni con caratteristiche di deformazione all’umidità sono sconsigliati, o se usati, vanno opportunamente sigillati con prodotti specifici come l’OSB, o un multistrato. E' importante inoltre specificare come il controtelaio (possibilmente non metallico!) venga posato nel vano. Bisogna dettagliare i fissaggi meccanici, nonché il riempimento dello spazio tra muratura e controtelaio, cioè del nodo primario.

Sarebbe buona norma riportare anche i materiali che saranno usati per il riempimento e perché no, come saranno usati.

E’ importante che sia precisato con quali prodotti sia realizzata la barriera al vapore, nonché la tenuta del Nodo Primario. Sarebbe buona norma, anche in questo caso, riportare i materiali che saranno usati nonché la loro applicazione. Detto questo, il Nodo Primario è risolto.

A questo punto è importante che, come per il Nodo Primario, sia specificato come risolvere il Nodo Secondario, quello tra controtelaio e serramento. Non è sufficiente scrivere che saranno usati nastri auto espandenti, poiché ne esistono diversi, ma anche come questi verranno usati. Ad esempio, all’esterno consiglio un BG1, e cioè un auto espandente per tenuta alla pioggia superiore a 600 Pa, che sia anche resistente ai raggi UV.

Diversamente, per il riempimento del giunto di posa, se non volessi usare nessuna barriera interna opterei per un nastro a più funzioni, che faccia anche da barriera al vapore. Anche in questo caso sarebbe opportuno che fossero specificati i materiali da utilizzare.

E’ importantissimo inoltre, che i nastri siano scelti in funzione della dimensione del giunto, poiché hanno un preciso range di funzionamento.

Un nastro compresso per l’80%, vale a dire per dimensioni molto simili a quelle originali, è in grado di garantire anche tenuta all’acqua! Diversamente, per compressioni inferiori bisogna usarlo in accoppiata con altri prodotti. Non resta che risolvere il problema della traversa inferiore, più delicata perché soggetta al fenomeno dell’acqua stagna. E’ importante che sia specificato, allo stesso modo dei due nodi, quali materiali usare nonché la loro applicazione.

Una volta progettata la corretta posa in opera è necessario capire quali prodotti utilizzare, al fine di garantire una durata maggiore dei giunti nel tempo, senza che vi siano infiltrazioni di aria, o ancora peggio, d’acqua. Il mercato ci mette a disposizione un'infinità di prodotti come nastri, siliconi e schiume, non sarà tuttavia mia premura elencarne tutte le possibili varianti in questa sede, ma mi limiterò a consigliarne il loro utilizzo a seconda del ruolo che andranno a ricoprire.

L’isolante più conosciuto nella posa dei serramenti è la schiuma poliuretanica ma è importante sottolineare che sigillanti e isolanti devono per forza coesistere, non si può pensare di realizzare un giunto di posa con soli sigillanti, né tanto meno con soli isolanti.

Un giunto con sola schiuma poliuretanica non avrà tenuta all’aria né all’acqua, così come un giunto con solo sigillante siliconico non garantirà isolamento termoacustico. La scelta dei materiali di posa, inoltre, dev’essere mirata a quelli che sono gli scopi a cui il prodotto deve ottemperare. Nodo primario e nodo secondario vanno progettati separatamente, ma come già detto, vale il metodo dei tre livelli, e cioè:

Livello Blu – Giallo - Rosso.

Il livello Blu, quello più esterno, deve garantire la protezione dalle intemperie, quindi un prodotto che garantisca la protezione da pioggia battente e acqua stagnante che si accumula nella parte esterna inferiore del foro finestra. Il prodotto deve inoltre garantire la fuoriuscita di eventuale vapore acqueo, lateralmente e superiormente. Questo perché bisogna scongiurare che si formi condensa, soprattutto nel periodo invernale. Allo stesso modo, nel periodo estivo, l’umidità presente all’esterno non deve entrare nel giunto di posa. Il prodotto dev’essere molto elastico.

Il livello Giallo, quello intermedio, deve garantire protezione termoacustica. E’ necessario quindi che il giunto sia riempito con materiale isolante, la cui conduttività termica, sia il più basso possibile. Prodotti a densità elevata, garantiranno inoltre un ottimo isolamento acustico. Per questo motivo alle schiume, soprattutto per il nodo secondario, sono da preferire i nastri autoespandenti, che garantiranno un’elevata elasticità al giunto.

Il livello Rosso è generalmente quello meno conosciuto, spesso trascurato, ma molto importante, soprattutto nelle costruzioni ad elevata efficienza energetica.

A questo livello si chiede d’impedire il passaggio di aria, spesso più umida, dall’ambiente interno al livello intermedio, che essendo a temperature inferiori causerebbe l’insorgere di condensa.


Walter Tedeschi

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